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Beta vulgaris
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La mwbabarbabietola (mwbqmwbgBeta vulgaris mwbwmwcaL.) è una mwcqpianta mwcgangiosperma dicotiledone appartenente alla mwcwfamiglia mwdaAmaranthaceae.cite-ref-powo-1-0[1] Ne esistono diversi tipi: da mweqzucchero, da mwegorto, da mwewforaggio destinate all'alimentazione del mwfabestiame.

Contents

Storia
Usi
Note

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Storia

mwiaB. vulgaris fa la sua comparsa già nel mondo greco. mwiqTeofrasto ne parla col nome di τεῦτλον (tèutlon). A Roma ne parlano mwigPlinio il Vecchio e mwiwColumella in quanto veniva infatti usata non solo come cibo, ma anche come medicinale.

Già nel mwjqXV secolo era assai diffusa la sua coltivazione, soprattutto nei monasteri. Inizialmente veniva coltivata per le sue foglie, in seguito si diffuse anche il consumo della radice (specialmente la variante rossa).

Lo sviluppo delle colture di barbabietola è strettamente legato alla scoperta dello mwjwzucchero che se ne può estrarre. Nel mwkaXVII secolo l'agronomo francese mwkqOlivier de Serres annotò che la barbabietola cotta produce un succo simile allo sciroppo di zucchero, ma questa affermazione non ebbe seguito.

Finalmente nel mwkw1747 il chimico prussiano mwlaAndreas Sigismund Marggraf dimostrò che i cristalli dal sapore dolce ricavati dal succo di barbabietola erano gli stessi che si ottenevano dalla canna da zucchero, ma non andò oltre. Fu un suo allievo, mwlqFranz Karl Achard, che cominciò a produrre commercialmente lo zucchero, aprendo una prima fabbrica nel mwlg1801 a mwlwKunern, nella mwmaBassa Slesia (al tempo regione mwmqprussiana, oggi in mwmgPolonia).

Ai primi dell'mwnaOttocento, comunque, lo zucchero di canna era ancora diffusissimo. Ma le guerre napoleoniche, con il mwnqblocco dell'importazione dello zucchero di canna (mwng1806), fecero sì che la sperimentazione sulle barbabietole procedesse più speditamente, finché nel mwnw1811 alcuni scienziati francesi mostrarono a mwoaNapoleone dei panetti di zucchero estratto da barbabietola: l'imperatore ne ordinò la coltivazione (su ben mwoq320 km² di terreno) e, grazie anche all'intervento del finanziere ed imprenditore mwogBenjamin Delessert, che aprì in Francia il primo stabilimento ove si estraeva lo zucchero dalla barbabietola con il metodo di Achard opportunamente perfezionato, nel giro di pochi anni sorsero più di 300 fabbriche di zucchero da barbabietola in tutta Europa.

Oggi l'Europa coltiva 120 milioni di mwpatonnellate di barbabietole e produce 16 milioni di tonnellate di mwpqzucchero bianco; la mwpgFrancia e la mwpwGermania sono i maggiori produttori ma, eccettuato il mwqaLussemburgo, tutti i paesi dell'mwqqUnione europea estraggono zucchero dalle barbabietole in quantità tale da soddisfare il 90% del fabbisogno.

In Italia la barbabietola viene coltivata dalla fine del mwqwXVII secolo, specialmente nella mwraPianura Padana e nelle province di mwrqFerrara, mwrgRavenna, mwrwMantova e mwsaRovigo.

Descrizione

La barbabietola è una pianta erbacea bienne in coltivazione, raramente perenne, a radici mwuafittonanti, con mwuqfusti che possono arrivare a mwug1-2 m di altezza. Le mwuwfoglie sono a forma di cuore, lunghe mwva5-20 cm nelle piante selvatiche (spesso molto più grandi nelle piante coltivate). I mwvqfiori sono molto piccoli, dal diametro di mwvg3-5 mm, di colore verde o rossastro, con cinque mwvwpetali; sono raccolti in dense mwwaspighe L'mwwqimpollinazione è anemofila e secondariamente entomofilacite-ref-2[2]. Il mwxgfrutto è costituito da un gruppo di duri mwxwacheni modificati, con semi lenticolari.

Distribuzione e habitat

Le forme selvatiche di mwygBeta vulgaris sono distribuite nell'Europa sud-occidentale, settentrionale e sud-orientale lungo le coste mwywatlantiche e il mwzaMar Mediterraneo, nel mwzqNord Africa, in mwzgMacaronesia, fino all'mwzwAsia occidentale.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4] Naturalizzate, si trovano anche in altri continenti. Le piante crescono sulle scogliere costiere, sulle spiagge sabbiose e pietrose, nelle mwcasaline o nelle praterie costiere e in luoghi mwcqruderali o disturbati.

Le barbabietole vengono coltivate in tutto il mondo, nelle regioni in cui non si verificano forti gelate. Preferiscono temperature relativamente fresche tra i 15 e i 19 °C. Le bietole da foglia possono prosperare a temperature più calde rispetto alle barbabietole rosse. Discendenti di piante costiere, tollerano i terreni salati e la siccità. Crescono meglio su terreni con mwcwpH neutro o leggermente alcalini contenenti nutrienti per le piante e inoltre mwdasodio e mwdqboro.cite-ref-5[5]

Coltivazione

La barbabietola viene coltivata nei paesi a clima temperato. È una pianta a ciclo biennale: nel primo anno nella radice si accumulano riserve sotto forma di zucchero, nel secondo si sviluppa il fusto fiorifero. In coltura, per poter estrarre lo zucchero, la pianta viene estirpata al completamento dello sviluppo del primo anno.

Nelle regioni settentrionali viene seminata in primavera e raccolta a partire dalla fine di agosto. Nel meridione, per ridurre le contrazioni della resa in radici e in zucchero, dovute alla maggiore intensità dei processi respiratori causata dalle temperature più alte, si coltiva invece a ciclo autunno-primaverile, con raccolta in estate.

Gradisce un terreno di medio impasto, neutro o appena basico, e ben drenato, ma è una delle specie agrarie che si adatta meglio ai terreni argillosi, purché ben sistemati dal punto idraulico.

Le barbabietole vengono coltivate come mwigforaggi, per lo zucchero (es. mwiwbarbabietola da zucchero), come mwjaortaggio a foglia (mwjqbietole), o come mwjgtubero (barbabietole).

Le mwkacultivar di bietole e barbabietole sono numerose: il catalogo comune dell'Unione Europea riconosce oltre 2400 varietà registrate di mwkqBeta vulgaris e delle sue sottospecie.cite-ref-6[6]

Il sapore di "terra" di alcune tipologie di barbabietola deriva dalla presenza di mwlwgeosmina. I ricercatori non hanno ancora chiarito se sono le stesse barbabietole a produrre mwmageosmina, o se è prodotta dai mwmqmicrobi simbiotici del terreno che vivono nella pianta.cite-ref-geosmin-7-0[7]Tuttavia, esistono programmi di riproduzione in grado di produrre coltivazioni con livelli di geosmina bassi rendendo il sapore più accettabile per i consumatori.cite-ref-nottingham-8-0[8]

Usi

Le foglie di mwrabietola vengono consumate come ortaggio. A volte si utilizzano in modo simile anche le giovani foglie della barbabietola.

Le foglie e gli steli delle piante giovani vengono cotti a vapore per un breve periodo e mangiati come verdura; le foglie e gli steli più vecchi vengono mwrgsaltati in padella e hanno un sapore che ricorda le foglie di mwrwtaro.

Le radici delle barbabietole, solitamente di un rosso intenso, possono essere cotte al forno, bollite o al vapore e spesso servite calde come verdura cotta o fredde in mwsqinsalata. Gran parte della produzione commerciale viene trasformata in barbabietole bollite e sterilizzate oppure in mwsgsottaceti. Nell'mwswEuropa orientale la zuppa di barbabietole, come il mwtaboršč, è un piatto popolare. Le barbabietole di colore giallo vengono coltivate su piccola scala per il consumo domestico.

In alcune persone il consumo di barbabietole provoca la comparsa di urine rosate .

Il succo di barbabietola negli ultimi anni è stato a lungo studiato per le sue proprietà stimolanti, specialmente in ambito sportivo. Grazie al suo alto contenuto di mwtwnitrati sarebbe in grado di potenziare il rendimento muscolare in maniera del tutto naturale.cite-ref-9[9] Secondo una ricerca dell'Università di Exeter (Inghilterra), il succo di barbabietola sarebbe in grado di migliorare il rendimento degli atleti. Il succo somministrato ad un team di ciclisti ha dimostrato un incremento della loro velocità superiore al 2,5%.cite-ref-10[10]

Informazioni nutrizionali

Le parti commestibili della barbabietola sono le foglie (bieta o bietola) e le radici.
Per quanto riguarda la bietola, mwww100 g contengono:

• energia: mwxg230 kJ
• mwyaacqua: 89,78mwyq g
• mwywsodio: 10mwza mg
• mwzgproteine: 1,3 g
• mw0apotassio: 196mw0q mg
• mw0wlipidi: 0,1 g
• mw1qferro: 1mw1g mg
• mw2aglucidi: 2,8 g
• mw2gvitamina A: 263mw2w mg
• fibra: 1,2 g
• mw3gvitamina C: 18mw3w mg

Per quanto concerne la mw4qbarbabietola da zucchero, di cui si utilizza la radice, 100 g contengono:

• energia: mw5a84 kJ
• mw5gcarboidrati: 4 g
• lipidi: 0 g
• acqua: 91,3 g
• proteine: 1,1 g

Inoltre tutti i tipi di barbabietola contengono mw6wantiossidanti e una notevole quantità di mw7aacido ossalico e di mw7qnitrati.

Note

cite-note-powo-11. mw9a(mw9qmw9gEN) mw9wmw-aBeta vulgaris, su mw-qPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. mw-gURL consultato il 6 settembre 2023.
cite-note-22. mw-g(mw-wmwaqaEN) J. B. Free, Ingrid H. Williams e P. C. Longden, mwaqemwaqiInsect pollination of sugar-beet (Beta vulgaris) seed crops, in mwaqmAnnals of Applied Biology, vol.mwaqq 81, n.mwaqu 2, 1975-10, pp.mwaqy 127-134, mwaqcDOI:mwaqg10.1111/j.1744-7348.1975.tb00529.x. mwaqkURL consultato il 13 maggio 2020.
cite-note-33. mwaq0Maria M. Romeiras, Ana Vieira e Diogo N. Silva, mwaq4mwaq8Evolutionary and Biogeographic Insights on the Macaronesian Beta-Patellifolia Species (Amaranthaceae) from a Time-Scaled Molecular Phylogeny, in mwaraPLoS ONE, vol.mware 11, 1º marzo 2016, pp.mwari e0152456, mwarmDOI:mwarq10.1371/journal.pone.0152456. mwaruURL consultato il 29 novembre 2024.
cite-note-44. mwark(mwaromwarsEN) Gudrun Kadereit, Sandra Hohmann e Joachim W. Kadereit, mwarwmwar0A synopsis of Chenopodiaceae subfam. Betoideae and notes on the taxonomy of Beta, in mwar4Willdenowia, vol.mwar8 36, n.mwasa 1, 27 febbraio 2006, pp.mwase 9-19, mwasiDOI:mwasm10.3372/wi.36.36101. mwasqURL consultato il 29 novembre 2024.
cite-note-55. mwasgmwaskmwasoBeetroot, su mwassstephennottingham.co.uk. mwaswURL consultato il 29 novembre 2024 mwas0(archiviato dall'mwas4url originale il 9 febbraio 2012).
cite-note-66. mwatimwatmmwatqEUPVP - COMMON CATALOGUE - Varieties of agricultural plant and vegetable species, su mwatuec.europa.eu. mwatyURL consultato il 29 novembre 2024.
cite-note-geosmin-77. mwatoLu, G., Lu G, Edwards CG, Fellman JK, Mattinson DS, Navazio J., mwatsmwatwBiosynthetic origin of geosmin in red beets (Beta vulgaris L.)., in mwat0Journal of Agricultural and Food Chemistry (abstract), vol.mwat4 12, 51(4), American Chemical Society, febbraio 2003, pp.mwat8 1026-9, mwauaDOI:mwaue10.1021/jf020905r.
cite-note-nottingham-88. mwauyStephen Nottingham, mwaucmwaugBeetroot, 2004 mwauk(archiviato dall'mwauourl originale il 21 marzo 2009).
cite-note-99. mwau4mwau8mwava"Le proprietà del succo di barbabietola e gli sport di resistenza", su mwaveblog.miagenda.it. mwaviURL consultato il 10 aprile 2016.
cite-note-1010. mwavymwavcmwavg"Research reveals new secret weapon for Le Tour", su mwavkexeter.ac.uk. mwavoURL consultato il 10 aprile 2016 mwavs(archiviato dall'mwavwurl originale il 31 marzo 2016).

Voci correlate

• mwawaZucchero

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) beet, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Beta vulgaris, su Enciclopedia canadese.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Beta vulgaris, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Beta vulgaris, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Beta vulgaris, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Beta vulgaris, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Beta vulgaris, su ITIS.
• citerefworms(EN) Beta vulgaris, su WoRMS.
• mwawcAssociazione nazionale bieticoltori, su anb.it.
• mwawkBeta – Società di ricerca in agricoltura, su betaitalia.it.
• mwawsGuida alla coltivazione della barbabietola da zucchero (PDF), su betaitalia.it.